Pier Giorgio Francia
Le preghiere di pietra - poesie
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Con la silloge "Le preghiere di pietra"articolata dal sottotitolo "Sogni e silenzi dalla Terra Santa", il poeta si apre esprimendo i suoi incanti, con fine sensibilità tratteggia il significato recondito dell'amore nel tentativo di ripercorrere il percorso di stati d'animo che appartengono alla memoria nel suo personale denudarsi dell'io. Rende trasparenti i pensieri, le emozioni e le rifrazioni del cuore sullo sfondo del paesaggio arabo. Modula un percorso nella ricerca esistenziale di uno stato di grazia che assume un valore fondamentale, nell'incontro di Dio, nello splendore di purezza che coinvolge la donna, l'amata, la sposa Fiorenza e dentro questo canto della bellezza il poeta vi si immerge, complice il luogo di fascinazione estrema d'incanto. Elegie come rivelazioni di un sentimento intenso che dà luce alla vita e non perde la sua forza d'attrazione. In questa atmosfera vive il respiro dell'amore nella persona amata lasciando il meglio del suo cuore in momenti rivelatori della passione sciolta in invocazioni, richiami, sussurri vissuti con un'introspezione intimamente segnata da una necessità di superiori sentimenti. Autentici gioielli lirici per limpidezza di visione, per delicata evocazione, per dolcezza di parole e di ritmi. Instancabilmente egli sonda, confronta l'esistenza umana, l'universo, il mistero della vita, proteso sempre in avanti, verso nuove sensazioni e verità, seguendo l'istinto esplorativo di un poeta. Ispirazione religiosa e ispirazione poetica sono tutt'uno, anelito dell'anima dell'eterno, alla dimensione universale dell'essere. Egli è consapevole che la forza di un'anima deriva direttamente dalla sorgente dell'amore divino, ispirata da una forte vocazione ascetica, affronta temi esistenziali in cui affiorano momenti interiori di speranza e di preghiera. La poesia di Pier Giorgio Francia nasce da un atteggiamento di grande attenzione alla vita interiore dell'uomo e da un'osservazione della magia del deserto che riportano l'atmosfera di mattini luminosi o quella di tramonti infuocati. Uno dei pochi angoli della terra che ancora restano avvolti dal mito, immerso in una pianura senza confini, dove tutto è nello stesso tempo leggenda e realtà, lasciando nell'animo la voglia di sognare. E'un atteggiamento che gli consente di cogliere in tutte le manifestazioni un riferimento spirituale, che conferisce ad esse un profondo significato e una grande risonanza interiore. È giusto notare come la sua poesia nasce dall'intima comprensione per tutto l'universo, in cui egli legge una imperiosa esigenza di Dio, in un sentire che non conosce confini e in cui fluiscono le sequenze liriche della voce di chi non ha voce, in cui la concentrazione di pensiero e di parola sono protese verso una eterna speranza. Le profondità misteriose dei sentimenti, delle sensazioni, delle percezioni e delle emozioni si levano contro i volti del tempo e rappresentano la sopravvivenza perenne dell'elegia, restituendo il senso d'una vita e d'una realtà con immagini dal profondo dell'animo e delle passioni in un'atmosfera, con una cadenza di autentica poesia, che è vita. (G.F.Piano) |
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