MICHELE LA NAVE
Finalista Premio Cultura Letteraria
Silenzio
Avvolto dal buio, sommerso dal silenzio.
Stanotte la città non esiste se non dove
un albero dai folti capelli neri scivola via,
come una donna annegata nel cielo gelido,
laddove pulsano tenebre spogliate di stelle.
L'esile membrana, timpano dell'anima,
giace immobile, non percepisce vibrazioni.
Eppure io ascolto, è un silenzio assordante...
Scuote, ridesta, ribalta sopiti pensieri,
sordide idee che si insinuano, rivivono,
crescono in me pascendosi di angosce,
strisciano tortuose, piene di dissonanze,
ambigui fragori che si annullano a vicenda,
magiche onde acustiche che si elidono.
Altre son fatte di fruscii, ronzii, sottili:
un intimo sottofondo così costante,
così mesto da non colpire l'attenzione,
da divenire indifferente substrato.
Così mi dissolvo nei cupi abissi di un lago,
scorgo mute ombre di fameliche bestie
assetate di infinite coscienze insozzate,
orribili incubi ripudiati, celati, strozzati.
Destate dal boato silente, affiorano ovunque,
invisibili colpe, oscene eredità della luce.
Come un dio sanguinario, la luna squarcia,
dilania il ventre ipocrita del giorno spezzato.
Finché il vecchio serpente, senza esser visto,
divora stelle malate, sbrana anime perse.
Me stesso risucchiato nel grande drago,
separato dalla vita negata di ogni bandiera,
senza spasmi, né grida, io mi perdo...
Ecco!... Una nota!... Un lieve interludio!
No... Mi inganno, illudo i miei sensi.
Ciò che resta della memore melodia,
non può infrangere l'immane silenzio...
Sprofondo ancora nell'assenza di suoni
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