Claudio Fichera

 

Opera 2° classificata

 

Un morto senza storia

 

Tra massi levigati nell'asperità del tempo

ritrovo forme a me sì note e ancora care,

terre impopolari segnate dalla scompostezza

di quella baraonda che insudicia l'esistenza.

Nei campi pregni del sangue per altri volti

vedo cedere un passo talvolta incerto, stanco,

nell'inutile ritorno da chi non puoi riscattare

già frodato di ogni compassione nell'alito...

Le mura in un insolito riposo giacciono lese,

informi nel rispetto di quei giorni così diversi

quando dalle strade si alzava almeno il sorriso

nell'impudenza di una lieta evidente povertà.

Le vie al tremore nel passeggio di pesanti ruote

fuggono le zolle non più trattenute da zoccoli,

delicati rintocchi uditi nell'innocente imbarazzo

quando un puledro si impadroniva dei desideri.

Piazze sconosciute pugnalate da profondi anfratti

ostacolano la memoria che cerca la sua ragione

ai piedi di mulattiere intatte, forse accantonate,

immobili da quello stupore inatteso di certe notti.

Le porte della mia città alle spalle restio ripudio

nella tristezza di tutto il nulla che affranto dissento

nella polvere tra le macerie rigetto ogni calunnia...

troppe le sfide a cui uno spettro può cavare l'anima.

Muovo esule il mio indirizzo a collezionare storia

vuoto nell'anonimato di una condanna ieri inflitta,

smarrito nel profondo di ogni ricordo già sepolto

quando, mendicante nello scherno, domani rinascerò...

 

 

INDIETRO

INDICE OPERE PREMIATE

AVANTI