Neri Genesio Verdirosi
Vincitore premio della Critica
Vorrei
Vorrei essere aquila,
per volare e scendere
dai picchi delle vette innevate,
con occhio vigile girare
in ampi vortici d’aria
a precipizio giù fino a valle,
sfiorando la preda
persa nella radura verso il bosco;
vorrei essere cerbiatto,
silenzioso e cauto
nello scricchiolare di foglie caduche
intrise di manti muschiati,
letto di notti stellate
al riparo del grembo materno,
perso nel crescere degli anni;
vorrei essere acqua,
rotolando in spume di sassi
sparsi nel greto,
per abbeverare pascoli di mandrie
sazie di foraggi saporiti e verdi;
vorrei essere fiume,
nel fluire lento di argini sinuosi
nei secoli scavati,
così giungendo al mare;
vorrei essere delfino,
per tirare l’onda
giù nel trasparire del salto,
felice di tenere testa
alla prua dell’albero maestro;
vorrei essere l’uomo dell’aria,
della radura, del bosco,
del fiume fino al mare;
vorrei essere
quello che non sono:
creatura universale.
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