Simone Cecchini
Vincitore premio della Critica
Perdizione dell’essere puro
Lo chiamano Satana
per poterlo pensare estraneo al sé naturale,
ma è solo assenza reale di sentimenti,
l’indifferenza prima della noia che diventa rabbia,
è la voglia ossessiva di sembrare grandi adesso
agli occhi di un mondo che si ferma alle apparenze,
è disagio a causa di un significato che manca alla vita.
Trovando senso e spazio solo negli eccessi
è il sapore rituale del sangue strappato alle carni,
l’assillante desiderio di sfrenatezza e rischio –
è stupro, tortura, autodistruzione mentale,
violenza fine a se stessa.
Lo chiamano Satana
ma non si combatte con croci e preghiere
pur essendo malattia bastarda dello spirito,
è una forza oscura che coviamo in seno come serpe,
è un modo alternativo di essere uomini qui
– su questa terra infestata da spettri biologicamente vivi
e della cui morte ci stiamo rendendo lentamente artefici.
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